Raduno 158 AUC
FESTA DELL’ARMA TRASPORTI E MATERIALI, IN OCCASIONE DEL 109° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DEGLI ALTIPIANI – 22. Maggio 2025 – CASERMA ROSSETTI, CECCHIGNOLA ROMA.
Le Aquile 🦅 NON invecchiano mai
In un’atmosfera di emozione e orgoglio, la 109ª Festa dell’Arma dei Trasporti e Materiali si è trasformata in qualcosa di più di una semplice cerimonia: è diventata un viaggio nel tempo, un tributo vivente alla memoria e all’identità. A risplendere, tra i ranghi ordinati della celebrazione, è stata la presenza vibrante degli Ufficiali di Complemento in congedo, accorsi da ogni parte d’Italia per onorare il proprio passato, con il cuore colmo di ricordi e l’anima ancora salda nei valori appresi.
Spiccava la partecipazione orgogliosa del 158° Corso A.U.C., riconoscibili a distanza per l’uniforme non ufficiale, ma profondamente simbolica: verde militare con bordino tricolore per il 158° Corso personalizzate con gusto e rispetto per l’identità di corpo. A guidarli, il Capo Corso onorario, che ancora una volta hanno saputo riunire i allora “allievi”, oggi uomini maturi, ma con lo stesso spirito di allora.
Rossetti & Filiberto: due Caserma, mille ricordi
I cinque intensi mesi trascorsi alla caserma “Rossetti” di giorno e alla “Filiberto” nelle camerate, non sono mai stati dimenticati. Anni dopo, quelle giornate tornano vive nelle parole, negli sguardi, negli abbracci. La fatica, le marce, le esercitazioni, i silenzi, le notti insonni: ogni dettaglio si fa memoria condivisa, tatuata nel cuore. E in quel giorno di festa, in mezzo alla folla, è bastato uno sguardo per riconoscere i propri vecchi Comandanti, ora Colonnelli e Generali. Il tempo, per un attimo, si è fermato. come recita la canzone dell’aquile, "in testa senza timor, c’è un capitano che" Gli abbracci, stretti e carichi di affetto, hanno cancellato ogni distanza temporale. Trent’anni svaniti in un lampo. “Semel semper”.
158° Corso A.U.C.: L’Aquila nel Cuore
30 ANNI DA UFFICIALI. Trent’anni da fratelli. Trent’anni da Aquile.
Il tempo è volato... sembra ieri, eppure siamo già arrivati al 30° anniversario (1995-2025),
Quel 158° Corso A.U.C. non è stato solo un addestramento militare: è stato il battesimo di un’identità profonda e irripetibile. Ragazzi allora, uomini oggi, con la stessa fierezza nello sguardo e un legame che il tempo non ha scalfito. Si erano conosciuti con lo zaino ancora vuoto, carichi solo di sogni e speranze, ma pronti a farsi carico della disciplina, del dovere, dell’onore. E giorno dopo giorno, marciando fianco a fianco, avevano imparato qualcosa che nessuna scuola può insegnare: la fratellanza vera.
Quelle esperienze, condivise, sotto il sole cocente e nelle notti gelide, quelle esperienze condivise hanno costruito qualcosa che ha superato i confini della caserma. Dopo il corso, ognuno ha spiccato il proprio volo – come aquile – portando con sé quei valori nei contesti più diversi della vita: nella carriera militare, civile, imprenditoriale, sportiva e familiare. Un unico filo rosso li unisce ancora oggi: “il 158°”.
Hanno prestato servizio dal giugno 1995 fino al 1998, dopo la 1° nomina e la successiva conferma biennale. In quegli anni hanno ricoperto ruoli di crescente responsabilità, fino a diventare comandanti di compagnia, congedandosi con il grado di Tenente.
Oggi, tra loro, c’è ancora un militare in servizio con il grado di Maggiore, ma anche funzionari della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco, comandanti di Polizia Locale, psicologi, progettisti meccanici, docenti universitari, dirigenti scolastici, impiegati bancari, liberi professionisti, titolari di scuole guida, avvocati e altri professionisti, impiegati con responsabilità in Italia e all’estero.
In Svizzera vive l’instancabile artefice che tiene vivo lo spirito del gruppo: colui che organizza i raduni e custodisce la memoria del 158°, il Sottotenente Tonino Petracca. Altri hanno vissuto o vivono ancora in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Asia.
Il 158° è rappresentato nel mondo.
Un Patto di Cielo e Terra
Quel numero – 158 – è diventato simbolo. Non è più solo una designazione burocratica: è una bandiera, una promessa, un vincolo eterno.
E anche se il tempo è passato, i capelli sono diradati e le rughe più profonde, quegli uomini non hanno mai smesso di essere Aquile. Perché un’aquila non ha bisogno di volare per essere tale: sa da dove è partita e non dimentica mai i cieli che ha attraversato.
“…Le vedi là, volano su nel ciel… son le aquile, aquile real…”
Quelle Aquile del 158° A.U.C. hanno celebrato trent’anni di storia comune, ma in realtà hanno celebrato qualcosa di molto più grande: una fratellanza che non conosce fine. Perché non sono stati semplicemente ex ufficiali. Sono stati, sono, e sempre saranno Aquile.
Viva il 158° A.U.C.
Viva il coraggio, la lealtà e l’amicizia che non si arrendono mai al tempo.
Viva le Aquile che continuano a volare, dentro e oltre ogni ricordo.
Omaggio al 158° Corso A.U.C.: Trent’anni di Spirito, Valori e Fratellanza






















