Attività addestrative
Partecipazione alla Military Cross 2004


Bellinzona (CH) - 08 maggio 2004
| L' ASSU Bellinzona ci ha rivolto l'invito di partecipare come collaboratori all'allestimento di una prova della competizione internazionale Military Cross che si tiene tutti gli anni nella secondo trimestre a Bellinzona, in territorio elvetico.La risposta da parte delle persone addette, in particolare il S.C. Negroni che tra i suoi compiti ha nello specifico la cura della partnership con ASSU Bellinzona, è stata da subito entusiasta e pronta. In poche settimane si è formato un gruppetto pronto a fornire una mano ai nostri gemellati e si è organizzata questa trasferta in un territorio che offre da sempre scenari mozzafiato. Dopo essere partiti di buonora, ci siamo ritrovati nel centro di Bellinzona, dove all'interno di un magazzino civile, eravamo attesi dagli svizzeri pronti a consegnarci dieci fucili semiautomatici FASS 90, con relativo sistema di tiro laser e sagome. |
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All'interno del capannone, che funge da magazzino per la Milizia Svizzera, si è provveduto al montaggio e alla calibrazione del sistema di tiro simulato chiamato telefass 90. Un sistema davvero ingegnoso, basato su un emettitore di segnale laser che viene montato in maniera coassiale sulla canna del FASS 90 (fucile semiautomatico d'ordinanza per le Forze Armate Svizzere e per la Milizia) ed è abbinato univocamente ad una pettorina mimetica nella quale sono alloggiati i ricevitori del fascio laser. Sia il trasmettitore che la pettorina sono associati tramite un codice a quattro cifre, affinchè non si possa essere colpiti da se stessi; il trasmettitore ha in sè una piccola memoria che conta i colpi nel caricatore (quantità immessa tramite una pistola elettronica) e i colpi sparati, simulando quindi lo scaricamento dell'arma a caricatore esaurito. Oltre alle pettorine, sono fornite anche delle sagome mimetiche fornite dei medesimi sensori che si abbattono automaticamente quando vengono colpite dal fascio laser del telefass90; questa situazione è utile per riprodurre un poligono di tiro, situazione propostaci nella gara in oggetto. | ||||||||
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Dopo aver prelevato le armi, ci siamo recati nella postazione assegnataci e li abbiamo montato le sagome e allineato i fucili lungo la linea di tiro. Il sito predestinato era un prato posto a pochi metri dal centro del paese senza alcuna recinzione, quest'ultima è stata realizzata da noi tramite fettuccia fornitaci dall'Esercito Svizzero. Il sistema telefass 90 in questo caso non prevedeva l'utilizzo di colpi a salve e quindi si è rivelato a bassissimo impatto ambientale, cosa che ci ha permesso di allestire una prova con fucili da combattimento praticamente all'interno di una cittadina, da noi cosa assolutamente impensabile. Per tutta la mattinata siamo stati impegnati a verificare il corretto funzionamento del sistema e a far provare il medesimo ai residenti che incuriositi hanno visitato la postazione. Dopo il pranzo offerto per intero dai nostri amici svizzeri, sono iniziati ad arrivare i primi concorrenti, che dopo un'estenuante corsa in mountain bike a rotta di collo dovevano concentrarsi per mettere a segno il loro unico colpo a disposizione, pena il giro di corsa dell'intero perimetro della postazione, una penalità che aumentava il tempo impiegato dalla squadra partecipante ad ultimare la gara. Durante lo svolgimento della prova abbiamo ricevuto la graditissima visita degli Ufficiali Superiori dell'Esercito Svizzero di stanza nell'area di Bellinzona, i quali ci hanno portato il saluto e il ringraziamento per la nostra collaborazione da parte dell'Esercito. A fine prova si è provveduto a smontare e pulire il tutto, per poi riporlo nelle aree di stoccaggio corrette del magazzino della Milizia.Una giornata diversa che ci ha permesso di confrontarci con le strutture militari di una nazione non inserita nell'alleanza della NATO, ma che fa dei riservisti, inquadrati nella Milizia, il nerbo delle sue Forze Armate. |
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Foto scattate da S.Ten. Petillo e S.C. Negroni, testo S.Ten. Petillo