Operazione Sunrise, la capitolazione delle forze germaniche in Norditalia del 1945, cosa centra la Svizzera ?
Nessun dubbio in proposito: le lettrici e i lettori svizzeri, ma sicuramente
anche voi, non hanno dimenticato gli attacchi alla Svizzera dagli Stati Uniti
d'America, una nazione amica, e dal Congresso Ebraico in particolare a partire
dal 1996 con il pesante rimprovero -formulato da A Eden, M Albright e St Eizenstat
al mio paese- di aver prolungato la seconda guerra mondiale con la politica
nei confronti del 3° Reich mediante la concessione di crediti, l'acquisizione
di oro e le forniture di materiale bellico.
Ora, con il senno di poi, non si può negare che ci furono errori da parte
del Consiglio Federale, delle Banche, delle Assicurazioni e del mondo industriale.
Tuttavia, i miliardi (CHF) già versati in indennizzi e quelli che saranno
ancora versati, i costi di un miliardo ca spesi per la commissione d'inchiesta
Volker e 20 milioni per la commissione Bergier dimostrano come il mio Paese
abbia risposto in modo concreto alle eccessive richieste di risarcimento per
gli errori commessi dal 1939 al 1945.
L'opinione pubblica però non ha ancora percepito e valutato nella sua
importanza l'azione svolta da allora maggiore SMG Max Waibel nella resa delle
truppe germaniche nel Nord Italia sul finire della seconda guerra mondiale e
cui gli Alleati diedero il nome di copertura "Operazione Sunrise".
Nato il 2 maggio 1901, Max Waibel concluse gli studi con il dottorato in scienze
politiche ed entrò a far parte del Corpo degli Ufficiali Istruttori della
fanteria.
Durante il periodo della guerra ricoprì a Lucerna l'importante incarico
nel servizio d'informazioni dello Stato Maggiore Generale. Dopo il conflitto
ricoprì l'incarico di Addetto Militare all'Ambasciata Svizzera di Washigton
e dal 1954 al 65 ricoprì la carica di capo dell'Arma della Fanteria con
il grado di divisionario. Morì il 20 gennaio 1971 a Lucerna.
La ferma volontà nel seguire quanto la coscienza gli dettava e in casi
estremi nel non rispettare ordini e direttive dei suoi superiori, fu dimostrata
da lui già quale membro della lega degli Ufficiali (Offiziersbund), e
in particolare nel mantenere il massimo segreto sulle trattative per la capitolazione
delle truppe germaniche presenti in Norditalia nel 1945.
La situazione delle forze in campo in quel momento è nota:
la lenta progressione degli Alleati in Italia, a partire dal 1943, e in Francia
dal giugno 1944, contrapponeva l'avanzata decisa e rapida delle forze sovietiche
in direzione di Berlino e del Norditalia attraverso i Balcani, in direzione
della Pianura Padana. È ovvio, ora, che sebbene l'accordo Alleato su
chi va dove era chiaro, ognuno e in particolare i sovietici miravano ad arrivare
prima degli altri all'obiettivo finale con lo scopo di poi pretendere di più
nella spartizione dell'Europa.
Sebbene gli Alleati fossero al fronte sud con 500'000 uomini delle forze di
terra e le forze dell'Asse disposessero di 800'000 uomini, la superiorità
aerea era nettamente Alleata: 1500 contro 200 velivoli.
Da più parti sono erano intraprese iniziative per arrivare alla pace
fra Germanici e alleati occidentali, ma senza risultati; però fu stabilito
il contatto fra il barone Luigi Parilli e il suo amico Dr Max Husmann, pedagogo
a Zurigo; il maggiore Waibel interruppe immediatamente le sue vacanze a St Moritz
e contattò Allen W. Dulles, capo dell'ufficio strategico e dei servizi
segreti statunitensi a Berna.
Per molto tempo, durante gli incontri a Lugano, ad Ascona, a Lucerna e in parte
nella casa stessa di Max Waibel , Dulles fu diffidente anche se agli incontri
partecipavano generali Alleati e generali delle SS e della Wehrmacht.
Il rapporto redatto alla fine del secondo conflitto mondiale che lo stesso Waibel
presentò al Consiglio Federale nel 1946 e che descrive gli alti e bassi,
nonché le crisi intervenute durante le trattative fra metà febbraio
e il 29 aprile 1945 quando presso il QG Anglo-americano di Caserta venne firmata
la capitolazione delle truppe germaniche del fronte sud.
Il 2 maggio, compleanno del maggiore Waibel, l'armistizio era cosa fatta, la
resa sarà effettiva dal 7 maggio, e così, de facto, gli Anglo-americani
si trovarono in Venezia-Giulia, nel Trentino, in Lombardia e nel Piemonte, irritando
i sovietici.
Ma quale fu il contributo che il maggiore Max Waibel diede alla causa della
pace?
A detta degli Alleati il suo intervento raccorciò di 6 - 8 settimane
le Operazioni belliche, mediante la sua mediazione le industrie del Nord furono
preservate dai bombardamenti Alleati così che l'Italia alla sua rinascita
poteva disporre di un apparato di produzione ancora o parzialmente intatto,
i porti marittimi di Genova e Savona, importanti anche per l'economia svizzera,
rimasero efficienti e attivi le opere d'arte che le forze germaniche avevano
già predisposto per il trasporto in Germania rimasero caricate sulla
ferrovia, ma ancora di più gli Alleati venendone a conoscenza tramite
Waibel evitarono il bombardamento delle rotabili e dei nodi ferroviari, nonché
la galleria del Sempione, vitale per il mio Paese.
La popolazione del Norditalia fu risparmiata e gli stessi Alleati ammisero che
in due mesi i combattimenti avrebbero potuto provocare fino a 2 milioni di morti.
Waibel giocò e vinse. Scegliendo soprattutto cosa gli dettava la propria
coscienza, così che il 30 aprile 1946, egli riferiva allo SMG elvetico:
-"Non avrei potuto, di fronte alla mia coscienza, assumermi la responsabilità
di tralasciare un'azione che si imponeva per motivi umani, solo perché
a suo sfavore c'erano motivi formali. Oggi, forse, posso formulare la questione
in questi termini: come mi sentirei, se l'azione di cui oggi sono noti a tutti
la grande portata e i benefici effetti
. io l'avessi tralasciata per timore
di dovere, in seguito, affrontare dispiaceri? "-
Il Consiglio Federale biasimò il comportamento del maggiore Waibel, e
proibì la pubblicazione del suo rapporto sebbene il settimanale svizzero
"Die Weltwoche" del 6 giugno 1945 avesse pubblicato la prima di tre
puntate sul medesimo rapporto.
Nel 1981, 36 anni dopo e per diretto interessamento del Consigliere Federale
George-André Chevallaz, allora Capo del Dipartimento Militare, fu dato
il nulla osta alla pubblicazione del rapporto integrale, con il titolo intitolato
1945, Capitolazione nel Norditalia - l'autentico resoconto del mediatore.
E appunto ,cari lettori, il prossimo 8 maggio presso il Consolato Generale di Svizzera a Milano si terrà una serata informativa sul contributo svizzero alla fine del secondo conflitto mondiale nell'Italia del Nord. Sarà disponibile il libro, ovviamente in italiano e tedesco, oramai fuori catalogo, scritto dallo stesso Max Waibel. Seguranno gli inviti da parte del Console Generale di Svizzera a Milano, signor Marco Cameroni, alle sezioni UNUCI della Circoscrizione Lombardia. La partecipazione, possiblmente in uniforme militare, è aperta a tutti gli iscritti.
Ten col Paolo Germann, ufficiale del Corpo della Guardia Fortificazioni e Amico
UNUCI sez Gallarate