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Il fine settimana del 22 - 23 febbraio 8 ufficiali di UNUCI Milano si sono cimentati nell'ormai consueto appuntamento annuale con l'attività di sopravvivenza in ambiente montano invernale. Sono state approntate tre "TRUNE" (ricoveri d'emergenza nella neve) che hanno permesso il pernottamento in condizioni di sicurezza e relativo comfort. La prova si è svolta sulle rive del lago Palù ( Chiesa Valmalenco) alla quota di 2000 m.s.l. --> vedi le immagini
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Nei saloni della sede di
Milano si è svolta la visita del Generale Dimitrios Sardellis,
Presidente della sezione Attica degli Ufficiali in congedo Greci.
Alla presenza di numerosi Ufficiali all’illustre ospite sono state
descritte
le attività, gli scopi e l’organizzazione dell’U.N.U.C.I., argomenti di
interesse per l’associazione greca in fase di completa riorganizzazione.
Lo scambio dei crest ha concluso una piacevole serata all’insegna della
conoscenza internazionale.
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Anche quest’anno si è svolta la Cena di Calotta, momento informale di UNUCI Milano durante il quale le teste pensanti dei soliti noti che gravitano più frequentemente in Sezione si sono incontrati per un cordiale e spassoso momento di vita comunitaria.
Spronati dal Capo Calotta S.Ten. f. lag. Francesco Annis, nella cornice della Canottieri Ticino di Pavia, durante la cena si sono ripercorsi i momenti più salienti dell’anno trascorso che hanno coinvolto la maggior parte delle persone presenti e si sono tracciati gli obiettivi degli avvenimenti che ci coinvolgeranno nel corso dell’anno: la Sforzesca, il Gemellaggio e la Lombardia in primis.
La piacevole serata si è conclusa con la proiezione di alcune decine di fotografie scattate durante le innumerevoli attività appena concluse, che hanno mostrato ai più quanto UNUCI Milano sia coinvolta in molteplici campi ed aree d’interesse e quanto l’esperienza diversificata di ognuno di noi possa essere utile agli altri Ufficiali e Amici che da sempre, mossi da spirito di apprendimento e di tenacia, in UNUCI Milano muovono i primi passi in attività impensabili solo poco tempo addietro.
Prima del commiato ci si è salutati con il brindisi accompagnati dal motto di UNUCI Milano: “…e vincere bisogna!” gridato dal Capo Calotta.
S.Ten. A.A.r.a. Egidio Petillo
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L' ASSU Bellinzona ci ha rivolto l'invito di partecipare come
collaboratori all'allestimento di una prova della competizione
internazionale Military Cross che si tiene tutti gli anni nella secondo
trimestre a Bellinzona, in territorio elvetico.La risposta da parte
delle persone addette, in particolare il S.C. Negroni che tra i suoi
compiti ha nello specifico la cura della partnership con ASSU
Bellinzona, è stata da subito entusiasta e pronta. In poche settimane
si è formato un gruppetto pronto a fornire una mano ai nostri gemellati
e si è organizzata questa trasferta in un territorio che offre da
sempre scenari mozzafiato. Dopo essere partiti di buonora, ci siamo
ritrovati nel centro di Bellinzona, dove all'interno di un magazzino
civile, eravamo attesi dagli svizzeri pronti a consegnarci dieci fucili
semiautomatici FASS 90, con relativo sistema di tiro laser e sagome.
All'interno del capannone, che funge da magazzino per la
Milizia Svizzera, si è provveduto al montaggio e alla calibrazione del
sistema di tiro simulato chiamato telefass 90. Un sistema davvero ingegnoso,
basato su un emettitore di segnale laser che viene montato in maniera
coassiale sulla canna del FASS 90 (fucile semiautomatico d'ordinanza per le
Forze Armate Svizzere e per la Milizia) ed è abbinato univocamente ad una
pettorina mimetica nella quale sono alloggiati i ricevitori del fascio
laser. Sia il trasmettitore che la pettorina sono associati tramite un
codice a quattro cifre, affinchè non si possa essere colpiti da se stessi;
il trasmettitore ha in sè una piccola memoria che conta i colpi nel
caricatore (quantità immessa tramite una pistola elettronica) e i
colpi sparati, simulando quindi lo scaricamento dell'arma a caricatore
esaurito. Oltre alle pettorine, sono fornite anche delle sagome mimetiche
fornite dei medesimi sensori che si abbattono automaticamente quando vengono
colpite dal fascio laser del telefass90; questa situazione è utile per
riprodurre un poligono di tiro, situazione propostaci nella gara in oggetto.
Dopo aver prelevato le armi, ci siamo recati nella postazione assegnataci e li abbiamo montato le sagome e allineato i fucili lungo la linea di tiro. Il sito predestinato era un prato posto a pochi metri dal centro del paese senza alcuna recinzione, quest'ultima è stata realizzata da noi tramite fettuccia fornitaci dall'Esercito Svizzero. Il sistema telefass 90 in questo caso non prevedeva l'utilizzo di colpi a salve e quindi si è rivelato a bassissimo impatto ambientale, cosa che ci ha permesso di allestire una prova con fucili da combattimento praticamente all'interno di una cittadina, da noi cosa assolutamente impensabile. Per tutta la mattinata siamo stati impegnati a verificare il corretto funzionamento del sistema e a far provare il medesimo ai residenti che incuriositi hanno visitato la postazione. Dopo il pranzo offerto per intero dai nostri amici svizzeri, sono iniziati ad arrivare i primi concorrenti, che dopo un'estenuante corsa in mountain bike a rotta di collo dovevano concentrarsi per mettere a segno il loro unico colpo a disposizione, pena il giro di corsa dell'intero perimetro della postazione, una penalità che aumentava il tempo impiegato dalla squadra partecipante ad ultimare la gara. Durante lo svolgimento della prova abbiamo ricevuto la graditissima visita degli Ufficiali Superiori dell'Esercito Svizzero di stanza nell'area di Bellinzona, i quali ci hanno portato il saluto e il ringraziamento per la nostra collaborazione da parte dell'Esercito. A fine prova si è provveduto a smontare e pulire il tutto, per poi riporlo nelle aree di stoccaggio corrette del magazzino della Milizia.Una giornata diversa che ci ha permesso di confrontarci con le strutture militari di una nazione non inserita nell'alleanza della NATO, ma che fa dei riservisti, inquadrati nella Milizia, il nerbo delle sue Forze Armate. --> vedi le immagini
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Ci siamo recati anche quest'anno, come consuetudine, presso il poligono
di Monte Ceneri a saggiare la nostra capacità di tiro con il FASS 90 grazie
ai nostri amici dell' ASSU Bellinzona.Sveglia la mattina presto ( 5:00...)
e il gruppetto si riunisce in frontiera alle 7:00. Breve colazione e poi
via verso il poligono per immergersi in una giornata di tiro e di amicizia
con i nostri colleghi svizzeri. La visione di riservismo in Svizzera è
un mondo completamente diverso dal nostro. Il cittadino-soldato è tenuto
a mantenere una buona capacità di tiro attraverso un continuo addestramento
al poligono con la propria arma personale data dal governo elvetico a ciascun
cittadino della federazione. (per la cronaca l'arma personale è il FASS
90).Il tiro è stato movimentato un po' creando una piccola competizione
aperta agli ospiti stranieri, prettamente italiani che per numero facevano
la parte del leone, suddivisi in squadre.Le prove di tiro consistevano
nel tiro da 300 mt. con il FASS 90, tiro a 25 mt. con la pistola d'ordinanza
SIG e per chi ha voluto, tiro "a sorpresa" cioè in una posizione
non consueta nell'addestramento al tiro ordinario, sempre con il FASS 90.
Per quanto riguarda la classifica non c'è stata storia avendo gareggiato
con ufficiali e sottufficiali che arrivano al poligono con il proprio FASS
90 che normalmente è custodito presso la loro abitazione privata...Per
quanto riguarda Unuci Milano le tre squadre, composte da 4 elementi ciascuna,
ha ottenuto discreti risultati anche sè la pistola SIG è risultata un po'
ostica ai presenti abituati ad un'ottima arma come la nostra Beretta 92
d'ordinanza. Per quanto riguarda il FASS 90 tutt'altra musica, un'arma
facile da usare e precisa!!!Ci hanno raggiunto con molto piacere i colleghi
di Unuci Roma, che si sono divertiti parecchio immersi in questo ambiente
professionale e cordiale, purtroppo difficilmente ripetibile a casa nostra...Una
splendida giornata di sole e divertimento... sicuramente da ripetere!!!
--> vedi le immagini
| n° | Grado | Nominativo | Squadra | Punti 300 mt. |
Punti 25 mt. |
Punti totali |
| 12 | Tenente | Pogliani M. | Unuci Milano 1 | 45 | 139 | 184 |
| 17 | A.U. Sold. | Mazzarelli L. | Unuci Milano 2 | 31 | 146 | 177 |
| 25 | A.U. Art. | Botta S. | Unuci Milano 2 | 46 | 120 | 166 |
| 37 | A.U. C.le Sc. | Platini M. | Unuci Milano 2 | 45 | 100 | 145 |
| 40 | Tenente | Rota A. | Unuci Milano 3 | 41 | 101 | 142 |
| 46 | A.U. | Brembati M. | Unuci Milano 3 | 39 | 98 | 137 |
| 48 | Tenente | Mattoli E. | Unuci Milano 1 | 43 | 92 | 135 |
| 57 | Sottotenente | Petillo E. | Unuci Milano 1 | 33 | 76 | 109 |
| 60 | A.U. | Mutti A. | Unuci Milano 3 | 42 | 54 | 96 |
| 64 | Sig.ra | Airoldi M. | Unuci Milano 3 | 24 | 58 | 82 |
| 72 | Tenente | Guarnieri R. | Unuci Milano 1 | 39 | 0 | 39 |
Allentsteig (A) - dal 9 al 13 novembre 2004
Nei giorni dal 9 al 13 novembre si è tenuta la 15^ edizione della Internationale Österreich - Patrouille quest’anno disputata ad Allentsteig. Alla gara per UNUCI Milano ha partecipato la pattuglia composta dal Ten. Simone PINZOLO, dal Sten. Franco BUSISI, dal par. AMADEO Luciano e dal sottoscritto GM (G.N.) Alessandro FRANCO che era alla sua prima esperienza in una gara di pattuglia notturna.
Siamo arrivati ad Allentsteig mercoledì 10 e, dopo un viaggio di quasi
11 ore e 900 km (Allentsteig si trova nella bassa Austria quasi al confine
con la Repubblica Ceca), dopo la registrazione abbiamo preso possesso dei
nostri alloggi e di un vero Steyer con munizioni a salve che ci siamo tenuti
in dotazione per tutta la gara.
Alle 4:30 del 11 con la sveglia ha avuto inizio la gara che si articolava
in due parti: una diurna e una notturna.
La fase diurna era composta da un percorso pianeggiante di 5 km all’interno della caserma (la caserma ha una dimensione di 157 km2) lungo il quale abbiamo incontrato tre prove pratiche: combattimento, tiro, primo soccorso e campo minato.
La prima prova come detto consisteva in un’azione di combattimento in ambiente
boschivo, all’interno dell’area vi era una postazione nemica rappresentata
da un militare austriaco armato. La valutazione era sul briefing dato dal
capo pattuglia, l’avvicinamento tattico e l’eliminazione del nemico con
il successivo accertamento dell’avvenuta eliminazione, la prova terminava
con il lancio di precisione di due bombe a mano (simulacri).
La prova di tiro consisteva in due sessioni di tiro. 10 colpi con la pistola
P 80 Glock su due bersagli girevoli a 10 e 15 m, e successivamente altri
10 colpi con lo Steyer StG 77 su tre bersagli a 70, 100 e 130 m.
L’ultima prova diurna, la più impegnativa interessante, consisteva nel soccorso di un militare alleato finito su una mina ma prima andava verificata la sicurezza della zona e mentre una parte della pattuglia si occupava del ferito l’altra metà ricogniva il terreno per verificare la presenza di altre mine e ordigni inesplosi alla fine andava comunicato al comando la situazione per attendere istruzioni per evacuare il ferito. Finito il percorso siamo tornati in caserma dove ci attendeva il pranzo e ci siamo preparati per la fase notturna.
Alle 19:10 dopo il controllo dell’attrezzatura e la verifica dei comandi
da parte del capo pattuglia e del resto dei componenti ci siamo imbarcati
dapprima su un pullman con le altre squadre per raggiungere il primo punto
di smistamento dal quale, saliti su un Pinzgauer, siamo stati condotti
nella posizione da dove abbiamo iniziato l’attività d’infiltrazione e ricognizione.
Lo scenario di questa edizione era liberamente ispirato, come accade spesso,
alle situazioni che vediamo spesso in televisione. Un paese ostile invade
un paese limitrofo, l’ONU delibera l’invio di una missione di Peace - keeping
e il paese ostile decide di occupare la base dove si trovano le forze ONU
per impedire il regolare svolgimento della missione. Dato le avverse condimeteo
si decidere di inviare delle pattuglie per ricognire le forze nemiche per
organizzare il contrattacco. La nostra missione era, per l’appunto, di
infiltrarci nel territorio controllato da nemico e raccogliere più informazioni
possibili sulla consistenza del nemico il tutto, naturalmente, senza essere
intercettati dal nemico rappresentato dal 3° Panzergrenadierbrigade che
ci ha ospitato. Tempo massimo per fare la ricognizione 8 ore dopo le quali
dovevamo esfiltrare per essere recuperati e riportati alla base per il
debriefing.
Purtroppo le avverse condimeteo non erano solo sulla carta ma erano reali (tutto organizzato dai potenti mezzi austriaci?) infatti oltre al cielo completamente nuvoloso siamo stati accompagnati da una discreta nebbia che non ha favorito l’azione di ricognizione e osservazione. Siamo riusciti ad arrivare al punto di esfiltrazione senza essere intercettati ma, purtroppo, senza portare a termine la missione.
Rientrati alla base, alle 08:00 del 12, abbiamo avuto il tempo per una
doccia e un veloce sonnellino per poi recarci a bordo di 5 pulman a Zwettl
per la cerimonia di chiusura, la consegna delle medaglie di partecipazione
e la premiazione dei vincitori, in coda è stata consegnata al CC (FM) Giorgio
MARTINI una targa per essere l’unico militare che ha partecipato a tutte
e 15 le edizioni finora svolte.
Rientrati in caserma alle 17:00 ha avuto inizio la festa finale con un
ricchissimo buffet, birra a fiumi e musica dal vivo di un complesso femminile
proveniente dalla Repubblica Ceca. La serata finale è servita oltre a scaricare
la tensione della gara a permettere lo scambio di inviti alle gare organizzate
per tutta Europa e, soprattutto per la rappresentanza americana, allo scambio
di ricordi: baschi, distintivi, divise e tutto ciò che era scambiabile
tanto che alla fine della serata era praticamente impossibile riconoscere
il paese di appartenenza dei militari.
Il 13, dopo la colazione, abbiamo fatto rientro in Italia con promessa di tornare a partecipare l’anno prossimo alla 16^ edizione della Internationale Österreich - Patrouille.
GM (G.N.) Alessandro FRANCO